Yoga della Risata e Alzheimer: progetto annuale alla RSA San Francesco di Potenza

Dopo i workshop e l’avvio del Club della Risata a Potenza, Nicola Nappa e Raffaele Scaldaferri portano lo Yoga della Risata nel Polo delle Neuroscienze – RSA San Francesco, con ospiti affetti da demenza e decadimento cognitivo.

Ci sono risultati che raccontano molto più del successo di una singola sessione.

Raccontano la forza di una pratica quando viene proposta con competenza, delicatezza e profondo rispetto del contesto. Raccontano la possibilità di portare sollievo, relazione e momenti di serenità anche in luoghi in cui la cura richiede presenza, attenzione e grande umanità.

È ciò che è accaduto a Potenza, presso il Polo delle Neuroscienze – RSA San Francesco, dove si è svolta una prima sessione dimostrativa di Yoga della Risata rivolta agli ospiti con demenza e altre forme di decadimento cognitivo.

L’incontro è stato condotto da Nicola Nappa e Raffaele Scaldaferri, Teacher certificati della Laughter Yoga International e iscritti al Registro Nazionale dell’Istituto Italiano di Yoga della Risata.

L’impatto dell’esperienza è stato così positivo che la Direzione ha scelto di inserire stabilmente il protocollo nel programma terapeutico annuale della struttura.

Un percorso nato sul territorio

Il progetto arriva dopo un cammino già avviato a Potenza, fatto di workshop, divulgazione e dell’apertura del Club della Risata.

Da quel primo seme è nato un percorso capace di entrare in un contesto particolarmente delicato: una RSA che accoglie persone anziane con Alzheimer, demenza e fragilità cognitive.

Portare lo Yoga della Risata in una struttura di questo tipo significa lavorare con attenzione, calibrando linguaggio, tempi, modalità e intensità.



Non si tratta di proporre una semplice attività ricreativa, ma di creare uno spazio protetto in cui il corpo, il respiro, il contatto visivo, il ritmo e la relazione possano facilitare partecipazione, serenità e connessione.

La sessione ha coinvolto gli ospiti attraverso esercizi di respirazione, giochi relazionali e risate incondizionate, favorendo momenti di comunicazione, socializzazione e partecipazione emotiva.

La cura passa anche dalle emozioni

La Direzione della RSA San Francesco ha accolto l’esperienza con grande entusiasmo, riconoscendone il valore all’interno di un approccio alla cura sempre più centrato sulla persona.

La direttrice, Dott.ssa Jessica Basentini, ha sottolineato come vedere gli ospiti sorridere, partecipare e lasciarsi coinvolgere sia stata una conferma importante: la cura passa anche dalle emozioni, dalla relazione e dalla qualità dei momenti vissuti.

In questa prospettiva, lo Yoga della Risata viene inserito tra le attività continuative della struttura come proposta capace di affiancare, alla competenza sanitaria e assistenziale, uno spazio di leggerezza, presenza e gioia condivisa.

Una scelta significativa, soprattutto in un ambito in cui la dignità della persona, anche nelle condizioni di maggiore fragilità, resta al centro di ogni intervento.

Una terapia non farmacologica orientata al benessere

Anche la psicologa della struttura, Dott.ssa Angela Santoro, ha evidenziato il valore delle terapie non farmacologiche come complemento ai percorsi assistenziali.

In contesti legati alla demenza e al decadimento cognitivo, attività esperienziali come questa possono stimolare emozioni positive, favorire le relazioni e offrire momenti di serenità con un valore umano e psicologico importante.

Lo Yoga della Risata, infatti, non richiede la comprensione di una battuta, di un nesso logico o di una spiegazione complessa.

Questo aspetto è particolarmente rilevante con persone affette da Alzheimer o da altre forme di deterioramento cognitivo: la pratica può passare attraverso canali più immediati e corporei, come il contatto visivo, il ritmo, il movimento, il respiro, la voce e la risonanza emotiva del gruppo.

Non serve ricordare.
Non serve “saper fare bene”.
Non serve capire tutto con la mente.

A volte basta un suono, un accenno di movimento, uno sguardo, un respiro condiviso.

Motion creates Emotion

Come ricordato da Raffaele Scaldaferri, nello Yoga della Risata non si chiede alle persone di essere felici per ridere. Si parte dal corpo: si ride, si respira, ci si muove insieme.

È il principio espresso dal fondatore dello Yoga della Risata, il medico indiano Madan Kataria, con la frase: Motion creates Emotion.

È il movimento, l’azione, a contribuire alla generazione dell’emozione, non necessariamente il contrario.

In un contesto come quello della RSA San Francesco, questo principio assume una particolare forza: la pratica non passa attraverso la prestazione cognitiva, ma attraverso la dimensione corporea, relazionale ed emotiva.

Nicola Nappa ha sottolineato proprio questo: con ospiti affetti da Alzheimer, il valore dello Yoga della Risata sta anche nella possibilità di attivare una memoria emotiva profonda, sostenuta dal cerchio, dalla relazione e da un clima protetto.

Una memoria che non chiede performance, ma presenza.

Innovazione, dignità e qualità della vita

Il progetto si inserisce nella filosofia del Polo delle Neuroscienze – RSA San Francesco, orientata a integrare competenze sanitarie, assistenziali e strumenti innovativi per migliorare la qualità della vita quotidiana degli ospiti.

Come evidenziato dalla Dott.ssa Sonia Lacovara, esperta dei processi educativi, lo Yoga della Risata viene proposto come terapia integrativa e complementare ai protocolli già in uso nella struttura, insieme ad altri strumenti innovativi dedicati alla stimolazione, alla riabilitazione e al mantenimento delle capacità funzionali.

Il valore di questa esperienza sta proprio qui: portare lo Yoga della Risata dentro una cornice di cura, non come alternativa ai percorsi clinici, ma come pratica complementare capace di sostenere benessere, relazione, serenità e dignità.

Il seme della formazione che diventa servizio

Per Nicola Nappa e Raffaele Scaldaferri, questo traguardo rappresenta anche il frutto di un percorso formativo.

Dopo i workshop, l’avvio del Club della Risata e il lavoro sul territorio, arrivare a portare la pratica in una RSA, con persone affette da Alzheimer e decadimento cognitivo, significa trasformare ciò che si è appreso in un servizio concreto alla comunità.

Nel loro messaggio a Lara Lucaccioni, hanno espresso gratitudine per il sapere, l’empatia e la gioiosità ricevuti durante il percorso di formazione come Teacher.

Parole che raccontano bene il senso più profondo della formazione nello Yoga della Risata: non solo imparare una tecnica, ma diventare capaci di portarla dove può fare la differenza.

Con rispetto.
Con competenza.
Con cuore.

Una conferma importante per lo Yoga della Risata

L’esperienza di Potenza rappresenta una conferma importante per lo Yoga della Risata in Italia.

Mostra come questa pratica possa entrare, con gli opportuni adattamenti e con conduzioni preparate, anche in contesti di fragilità, cura e decadimento cognitivo.

Il successo della sessione e la decisione della Direzione di inserirla stabilmente nel programma annuale della RSA San Francesco raccontano una direzione chiara: il benessere non è un elemento accessorio della cura.

È parte della qualità della vita, relazione, dignità.
È possibilità di vivere, anche nella fragilità, momenti di sollievo, quiete e presenza.

Grazie a Nicola Nappa e Raffaele Scaldaferri per aver portato lo Yoga della Risata con competenza e sensibilità in un contesto così prezioso.

Grazie alla Direzione del Polo delle Neuroscienze – RSA San Francesco di Potenza, agli operatori, ai professionisti coinvolti e alle famiglie che hanno accolto con entusiasmo questa iniziativa.

E grazie a ogni ospite che, con un sorriso, un gesto, un respiro o una risata, ha ricordato a tutti noi che la gioia condivisa può ancora trovare spazio anche nei luoghi più delicati della cura.

Lo Yoga della Risata nei progetti di benessere.

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